Documento su concorsi RTDb UniFi

Documento sottoscritto dal Coordinamento Ricercatori Non Strutturati dell’Università di Firenze riguardante la disciplina dei concorsi RTD tipo B

Come Coordinamento Ricercatori Non Strutturati dell’Università di Firenze sottoponiamo all’attenzione del Consiglio del Dipartimento di ______________ la questione in oggetto, riguardante i posti di RTD di tipo b previsti dalla Legge 240/2010 (art. 24), banditi recentemente da UNIFI. In particolare:

  • la figura di RTD di tipo B prevede, al termine dei tre anni e previo ottenimento dell’Abilitazione Scientifica Nazionale, la possibilità di chiamata diretta come professore associato. Per questo motivo, è di fatto l’unica che permette ai ricercatori non strutturati di uscire da una situazione di grave precarietà che si protrae ormai, per molti, da numerosi anni;
  • la Legge 240 (art. 24, comma 3) individua, come platea dei possibili candidati, i ricercatori non strutturati con le seguenti caratteristiche (anche acquisite con analoghi contratti all’estero con riferimento ai quali, tuttavia, non è chiara né la durata richiesta né la situazione di equipollenza tra Italia e altri paesi):
    • candidati già titolari di contratti RTD di tipo A;
    • candidati già titolari di almeno 3 anni di contratti ai sensi della legge 230/2005 (“vecchi” ricercatori a contratto);
    • candidati già titolari (per tre anni anche non consecutivi) delle “vecchie” borse post-dottorato (L. 398/1989);
    • candidati già titolari (per tre anni anche non consecutivi) di assegni di ricerca, ai sensi della L. 449/1997 e successive modificazioni . Quest’ultima espressione di fatto include entrambe le categorie di assegni esistenti: i “vecchi” assegni di ricerca (fino al 2010) e i “nuovi” (post-2010).

  • Negli ultimi mesi l’Università di Firenze ha messo a bando numerosi posti RTD di tipo B, adottando però, diversamente dalla gran parte degli altri Atenei, un’interpretazione molto restrittiva sui possibili candidati. In tali bandi, infatti, ha escluso dalla partecipazione i titolari di “nuovi” assegni (post-2010), eliminando dalla frase relativa al tipo di assegno di ricerca l’espressione “e successive modificazioni”, presente invece nel medesimo punto del testo della Legge 240.
  • Questo orientamento restrittivo ha passato il vaglio del TAR della Toscana che (con sentenza n. 1208/2013 riferita a un bando analogo) ha essenzialmente accettato quest’interpretazione.
  • Tuttavia, anzitutto la stessa Legge 240 esprime un orientamento fortemente inclusivo: nella norma transitoria n. 13 è infatti previsto che fino a tutto il 2015 possano partecipare ai bandi anche solo i laureati in possesso di “curriculum scientifico professionale idoneo”.
  • Lo stesso MIUR si è successivamente espresso in direzione nettamente inclusiva, ritenendo che (non solo per il 2015, ma anche in futuro) anche i titolari di “nuovi” assegni possano partecipare ai bandi. Così infatti si è espresso chiaramente il Ministero in data 6 agosto 2014 (prot. MIUR 0021700) rispondendo a un quesito posto dall’Università di Roma “La Sapienza”.
  • Infine, nella medesima direzione di inclusività, va una recentissima lettera (del 19 febbraio 2015) del Presidente della CRUI Stefano Paleari al Ministro Giannini, che va addirittura oltre, chiedendo “una modifica delle condizioni di partecipazione ai bandi [per RTD tipo B] che non escluda come ora una parte importante di giovani ricercatori”.

In relazione alla vicenda, facciamo osservare che l’interpretazione data da UNIFI:

  • In primo luogo, è più restrittiva della legge stessa, e in contraddizione con la linea seguita da molti altri Atenei italiani e sostenuta dal Ministero.
  • In secondo luogo, appare a) irragionevole, perché è impossibile comprendere perché gli assegni di ricerca recenti avrebbero valore inferiore ai “vecchi” assegni; b) discriminatoria, perché configura un trattamento enormemente diverso per soggetti di fatto con le medesime qualificazioni scientifiche.
  • In terzo luogo, comporta un potenziale grave danno per l’Università, perché esclude dai concorsi un’ampia platea di ricercatori attivi negli ultimi anni. Studiosi ben inseriti nell’attività di ricerca e che, in molti casi, hanno addirittura già conseguito l’abilitazione scientifica nazionale a professore associato.

Alla luce di queste considerazioni, sottoponiamo al Consiglio di Dipartimento le seguenti richieste affinché il Consiglio dia mandato al Direttore di rappresentarle presso il Rettorato. Nella fattispecie chiediamo:

  • che venga ripristinato il testo completo del riferimento alla Legge 240, dove – tra i tipi di assegni di ricerca considerati – si include anche l’espressione “e successive modificazioni”, includendo quindi anche gli assegni di ricerca post-2010;
  • che venga menzionata esplicitamente, per i concorsi banditi entro il 2015, anche la norma transitoria n. 13 della L. 240/2010, che prevede che ai concorsi in oggetto possano partecipare anche i titolari di laurea magistrale o equivalente, se in possesso di “curriculum scientifico professionale idoneo allo svolgimento di attività di ricerca”.

In subordine, in caso di parere negativo da parte del Rettore a cambiare la disciplina di tutti i futuri concorsi di UNIFI, chiediamo che almeno i concorsi banditi da questo Dipartimento recepiscano le modifiche proposte.

Ci auguriamo fortemente che il Consiglio di Dipartimento e il Direttore del Dipartimento ______ vogliano farsi carico delle nostre istanze, e che queste ultime siano poi accolte dal Rettore, in vista di un intervento rapido che consenta che i futuri bandi dell’Università di Firenze si svolgano alla luce di un’interpretazione più inclusiva. Tutto ciò non in un’ottica di rivendicazione di tipo corporativo, ma al contrario in un’ottica anzitutto di equità e nell’interesse della qualità della ricerca e della didattica dell’Università di Firenze.

  Firenze, __ ________ 2015

                                             Coordinamento Ricercatori Non Strutturati Università di Firenze

4 pensieri su “Documento su concorsi RTDb UniFi

  1. Marc

    La vostra interpretazione credo sia troppo restrittiva su un punto: i 3 anni in alternativa agli RTD a) possono essere suddivisi fra RTD Moratti, borse, assegni, ed equivalenti all’estero (ad esempio 1+1+1).

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  2. Carmelo

    recentemente ho avuto contestata la partecipazione ad un concorso RTDb perche’ non e’ stata considerata “equivalente” la mia esperienza all’estero presso centri di ricerca dato che la 240/2010 dice:
    “…analoghi contratti, assegni o borse in ATENEI stranieri.”
    la parola atenei non include centri di ricerca (anche pubblici) che non sono univerista’. Direi che questo e’ un altro punto su cii fare chiarezza.

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  3. Andrea

    Scopo della norma transitoria (art. 29. c. 13 L. 240/10) era tutelare il precariato storico nel passaggio dalla vecchia alla nuova Università. Su questo punto si è creata grande confusione tirando in ballo sentenze TAR (Toscana 2013, Veneto 2014) che, ad una attenta lettura, non hanno nulla a che fare con la norma (il cui testo e intento sono assai limpidi).
    Attualmente, tranne rare eccezioni (Università di Genova ad es.), la maggior parte degli Atenei italiani la sta ignorando. Le conseguenze sono molto gravi e soprattutto paradossali per quei candidati in possesso di ASN, ma non hanno accumulato tre anni di assegni e si ritrovano nell’illogica condizione di poter fare i professori associati ma non i ricercatori senior.

    Gli atenei che non la ignorano la stanno adottano con un’interpretazione parziale , ovvero come possibilità che il “CV idoneo richiamato nell’art. 29” sostituisca il dottorato in caso di possesso di sola Laurea – ma fermi restando i tre assegno.
    Questa interpretazione è sorretta da una recente circolare MIUR (di Marco Mancini) – ottobre 2014 – in cui si sostiene che il “regime transitorio deve intendersi derogatorio del dottorato di ricerca e basta”. Se così fosse, il bando di Genova è fuori-legge, mentre sarebbe il caso di spiegare che *sono gli altri bandi a non essere a norma*.

    Questa interpretazione è sorretta da una recente circolare MIUR (di Marco Mancini) – ottobre 2014 – in cui si sostiene che il “regime transitorio deve intendersi derogatorio del dottorato di ricerca e basta” – allego (3) – se così fosse, il bando di Genova è fuori-legge, ma a mio avviso, sono fuori-legge tutti gli altri.

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