Bigino per scioperare se sei precari*: scioperare scioperare dobbiamo!

8 scioperi per #lottomarzo!

Come sappiamo, la ricerca in Italia si regge ormai sul lavoro di migliaia di precari*. Sia negli atenei che negli enti pubblici di ricerca, progettazione, analisi dati, redazione di articoli scientifici, didattica, talvolta persino il lavoro amministrativo sono mansioni che i ricercator* precari* svolgono con contratti a termine che si susseguono all’infinito, con tutele spesso ridicole. Lottiamo da anni contro chi nemmeno vuole riconoscere il nostro come un lavoro, per strappare diritti minimi come, ad esempio, la DIS-COLL conquistata dopo anni di mobilitazioni. Ma nonostante la marginalità alla quale vogliono ridurci, siamo fondamentali per la sopravvivenza della ricerca italiana perché il lavoro di cura e riproduzione dell’università pubblica pesa quasi interamente sulle spalle di generazioni di precari* senza alcun tipo di riconoscimento e prospettive future. Ogni giorno produciamo una mole infinita di azioni, comportamenti, discorsi, relazioni che vengono immediatamente catturati dalla produttività accademica: pensiamo al lavoro senza sosta nei weekend, alla progettazione non retribuita, alle pubblicazioni che incrementano le valutazioni dei nostri dipartimenti, alle tesi seguite, al lavoro amministrativo per attivare corsi che porteranno migliaia di euro nelle casse dei dipartimenti, alla disponibilità permanente a sopperire a tutte le falle del sistema organizzativo. Alla didattica gratuita per aggiungere una riga al CV.
Come in tutti gli ambiti lavorativi, le forme più dure di questa precarizzazione colpiscono in primo luogo le ricercatrici precarie. Basti pensare, ad esempio, alle differenziazioni di tutele e welfare legate alla riproduzione, alle discriminazioni di genere nell’ascesa gerarchica accademica, alla ricattabilità a cui la condizione di intermittenza (del lavoro, dei progetti e delle prospettive) e incertezza ci costringono. Obbligo alla disponibilità infinita, dequalificazione, dipendenza, fidelizzazione, promessa: così l’erosione dei nostri diritti è avanzata negli ultimi anni, togliendoci anche, come precari/e in formazione permanente, il diritto e la possibilità concreta di scioperare.
Per questo motivo, lo sciopero della ricerca precaria l’8 marzo è uno sciopero contro le discriminazioni, la svalorizzazione del lavoro e lo sfruttamento che viviamo tutti i giorni nei nostri dipartimenti.
Se l’8 marzo non puoi proprio scioperare perché sai che non metterai più piede in dipartimento, allora metticelo, ma che sia visibile! Con questo bigino abbiamo provato a immaginare in quali modi possiamo manifestare la nostra adesione all’8 marzo. Ovviamente, per noi, scendere in piazza resta sempre il modo migliore, e infatti abbiamo provato ad immaginarci pure quello.
Buon LOTTOMARZO a tutt*!

SCIOPERO DELLA DIDATTICA
Se l’8 marzo hai degli incarichi didattici, riconverti la lezione e porta gli studenti in piazza. Racconta come precarietà e svalorizzazione condannino generazioni di precari* a ricattabilità e sfruttamento. Evidenzia come le discriminazioni di genere all’interno degli atenei si traducano in disparità di progressioni di carriera e di rappresentanza femminile in posizioni apicali e in mancanza di autonomia riproduttiva/negazione dei diritti riproduttivi. Se l’8 marzo invece non hai impegni di docenza, invita i/le tuoi/tue colleghi/e a riconvertire la lezione. Potrai trovare le slide che spiegano l’impatto delle discriminazioni di genere sulla vita universitaria a questo link.

SCIOPERO DELLE EMAIL
Ogni giorno riceviamo e inviamo decine di mail di lavoro. Dal gruppo di ricerca, dal* student*, dal* docente, dalla rivista, dal progetto, dalle segreterie. Nessuno ci pensa, ma le mail sono uno strumento fondamentale del nostro lavoro.Cosa accadrebbe se per un giorno non rispondessimo a nessuno/a? E cosa accadrebbe se per un giorno invece di rispondere con la cordialità anglosassone cui siamo abituat* e costrett* dichiarassimo tutt* insieme che il nostro è un lavoro e che per rivendicare i nostri diritti l’8 marzo anche l’università sciopera?

SCIOPERO DELLA RICERCA
Se l’8 marzo non puoi scendere in piazza, dedica il tuo tempo a ricerche su temi che ti appassio
nano, che ritieni utile per la trasformazione della società, libero/a dalla dittatura degli impact factor, dai filoni trendy imposti dall’alto e dalle case editrici che fanno profitti milionari sulle nostre ricerche e sul nostro lavoro di referaggio.Restituisci alla ricerca il senso della sua terza missione e della sua funzione critica.

SCIOPERO ADESIVO
Fai sapere a tutt* che l’8 marzo partecipi allo sciopero. La mobilitazione ha bisogno di visibilità e partecipazione! Stampa il banner e attaccalo sulla porta del tuo ufficio per dare un segnalare la tua solidarietà allo sciopero.Spiega il motivo del tuo gesto e coinvolgi i/le tuoi/tue colleghi/e.

SCIOPERO FASHION
Rendi visibile a tutti la tua partecipazione attiva: indossa abiti o accessori che richiamino i colori dello sciopero (FUXIA e NERO), chiedi anche a i/le tuoi/tue colleghi* di farlo e spiega, a chi te lo chiederà, che non sono solo due bei colori da indossare, ma sono il simbolo di lotte che, purtroppo, siamo ancora costrett* a portare avanti.

SCIOPERO SOCIAL
I social network sono un mezzo molto utile per diffondere messaggi! Modifica il tuo profilo Facebook/Twitter/Instagram con i banner e i loghi dello sciopero e condividi i post di #nonunadimeno e di #ricercaprecaria. Contribuisci a dare voce alla mobilitazione!

SCIOPERO SOLIDALE
… e se sei amministratore di pagine Facebook istituzionali, condividi anche lì l’appello. Usa tutti i canali a tua disposizione per far arrivare il messaggio a più persone!

SCIOPERO SOLIDALE
Hai vissuto una esperienza di discriminazione, diritti negati o molestie sul luogo di lavoro? LO SCIOPERO È LA RISPOSTA!
Condividi con noi la tua esperienza:
– Scarica il file Power Point e riempi la casella di testo con la tua storia in forma anonima;
– Adatta la dimensione del testo alla casella, in modo da riempire tutto il rettangolo bianco;
– Salva la diapositiva come file *.png e inviacela tramite Facebook oppure all’indirizzo ricercatorinonstrutturati@gmail.com;
– Una volta raccolte le testimonianze le pubblicheremo sui nostri canali social, anche dopo l’8marzo!

A questo link puoi scaricare il bigino in formato PDF! Aiutaci a diffonderlo!

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