MODIFICHE URGENTI LEGGE GELMINI 240/2010

RICHIESTA DI MODIFICA URGENTE DELLA LEGGE GELMINI 240/2010.  Riscontrato che l’Ateneo di Firenze, dai bandi di luglio (N. 389 del 2014), non applica per i concorsi RTD-B la norma transitoria N. 29, comma 13, della legge Gelmini 240/2010, che apre i concorsi anche a chi ha laurea e CV adeguato, risulterebbe al momento (in attesa di un confronto col Rettore) che la scelta del nostro Ateneo di non applicare la norma transitoria potrebbe essere stata dettata dalla necessità di adeguarsi a una sentenza del TAR Toscana (1208/2013) che impone di applicare la legge Gelmini “alla lettera” (il che significherebbe, a quanto pare, applicarla senza norme transitorie e finali, raccolte nell’art. 29 della legge Gelmini). Il MIUR si è pronunciato ad agosto per l’apertura (Protocollo 0021700 del 06/08/2014), ma cita esso stesso questa sentenza del nostro TAR, che evidentemente ha un peso non trascurabile. Risulta anche che i conflitti di competenza tra il TAR e il MIUR non siano facilmente sanabili, sul piano strettamente giuridico (leggi: è arduo capire chi ha ragione, una gerarchia di autorità ci sarebbe, ma nella prassi giuridica corrente si creano in questi casi zone grigie che è difficile dirimere. COMUNQUE, IN GENERALE, PARE CHE DI SOLITO CONTI DI PIU’ CHI VIENE DOPO). Se tutto questo viene confermato dal Rettore, pare che dobbiamo attenderci che anche i prossimi bandi non applicheranno la norma transitoria. Partecipare nonostante questo e fare eventualmente ricorso in caso di non ammissione sembrerebbe, del resto, non essere una buona idea, visto che il TAR si è già pronunciato. La BATTAGLIA A LIVELLO NAZIONALE che ci attende subito dopo la votazione degli emendamenti alla Legge di Stabilità è quella per far MUTARE PRONTAMENTE LA LEGGE GELMINI. Inutile infatti che otteniamo la sospensione del limite dei 4 anni di assegni Gelmini, e che maturiamo quindi più di 4 anni di assegni, e che il vincolo Ordinario-RTD-B sia mantenuto, se poi non possiamo entrare ai concorsi RTD-B perché non abbiamo tre assegni pre-Gelmini o 3 anni degli altri contratti e borse indicate nella casistica dell’art. 24 della legge Gelmini (i cui dettagli leggete più sotto). La questione non è solo “locale”: la norma transitoria, infatti, decadrà a breve, e dal dicembre 2015 tutti gli Atenei restringeranno l’accesso, se la legge non cambia. Si tratta di unaaberrazione nazionale che deve essere quanto prima corretta. Vi ricordo la casistica di ammissione quando la formula dei requisiti di accesso ricalca la legge Gelmini (art. 24, legge 240/2010) senza norma transitoria: FORMULA DELL’ULTIMO BANDO DI ATENEO UNIFI (N. 389 del 2014):  Alla procedura selettiva possono partecipare: – coloro che siano in possesso del titolo di dottore di ricerca o titolo equivalente, ovvero del titolo di laurea magistrale, o equivalente, unitamente ad un curriculum scientifico-professionale idoneo allo svolgimento di attività di ricerca, la cui adeguatezza sarà valutata dalla Commissione giudicatrice e che abbiano usufruito dei contratti di cui alla lettera a) dell’art. 24, comma 3, della legge 240/2010, ovvero, per almeno tre anni anche non consecutivi, di assegni di ricerca ai sensi dell’art. 51, comma 6 della legge 449/97 o di borse post-dottorato ai sensi dell’art. 4 della legge 398/89, ovvero di analoghi contratti, assegni o borse in atenei stranieri, ovvero che abbiano usufruito per almeno tre anni dei contratti stipulati ai sensi dell’art. 1, comma 14, della legge n. 230/2005. TRADUZIONE DEI REQUISITI IN LINGUAGGIO CORRENTE:  – avere Ph.D. OPPURE avere laurea con adeguato CV E PERO’, INSIEME, AVERE USUFRUITO DI contratti da ricercatore a tempo determinato di tipo A ai sensi dell’art. 24, comma 3 della 240/2010 Gelmini (in numero non precisato, quindi almeno uno) OPPURE per almeno 3 anni di assegni pre-Gemini o borse 398/89 OPPURE di analoghi contratti, assegni o borse all’estero (numero non specificato, quindi minimo uno), OPPURE di almeno 3 anni di contratti ai sensi della legge 230/2005. Il caso che viene escluso è quindi quello di uno che abbia solo PH.D./laurea + CV adeguato (mettiamo che abbia 10 libri o che abbia fatto una scoperta scientifica rivoluzionaria), ma non abbia, IN AGGIUNTA, né almeno un contratto da ricercatore-A ai sensi della legge Gelmini, né 3 assegni pre-Gemini o 3 borse post-doc ai sensi della legge 398/89, né borse, assegni o contratti all’estero (in numero minimo di uno, sembrerebbe di evincere), né 3 contratti ai sensi della legge 230/2005.  Il vincolo, insomma, è ad avere ANCHE qualcosa di istituzionale dopo la laurea o il Ph.D.. Si tratta però di un “qualcosa” che deve rientrare nella casistica indicata, da cui sono però esclusi gli assegni Gelmini stessi (art. 22, legge 240/2010).  Tuttavia, l’OBIEZIONE non è soltanto che gli assegni Gelmini sono esclusi, ma che TUTTA LA CASISTICA E’ ABERRANTE, OLTRECHÉ FORTEMENTE LESIVA DEI DIRITTI DI ACCESSO DI RICERCATORI NON STRUTTURATI PIU’ GIOVANI, ACCADEMICAMENTE, MA PARIMENTI, SE NON ADDIRITTURA MAGGIORMENTE, QUALIFICATI (molti, in Italia, infatti, hanno addirittura l’Abilitazione Scientifica Nazionale per Professore di seconda fascia, un requisito con cui la legge Gelmini non è evidentemente congruente). PER ACCEDERE AI CONCORSI RTD-B DEVE BASTARE IL TITOLO DI DOTTORE DI RICERCA (Ph.D.), come succede in tutto il mondo.  Resta inteso che se un candidato ha più requisiti, avrà più punteggio in sede di valutazione.

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