Verbale Assemblea Nazionale CRNSU 16.01.15

FIRENZE, 16 GENNAIO 2015
CONVOCAZIONE ORE 16.00

I lavori si aprono alle ore 16.17.
Prende la parola il Prof. Lorenzo Rook, Direttore del Dipartimento di Scienze della Terra, per  salutare e ringraziare dell’ampia partecipazione all’iniziativa. Ricorda che siamo riuniti per
affrontare un problema consistente, dato l’altissimo numero in Italia di ricercatori precari.
Prede la parola Francesco Fidolini (Università di Firenze) del CRNSU, che ricorda che sono
trascorsi due mesi dalla prima assemblea interna dei ricercatori non strutturati del Dipartimento di
Scienze della Terra, avvenuta in data 14 novembre 2014. Adesso invece sono coinvolti ricercatori
precari provenienti da ogni parte d’Italia. Ricorda che il Coordinamento è nato dalla necessità di far
fronte all’emergenza dei primi esodati della legge Gelmini. Ritiene che adesso siano maturi i tempi
per affrontare la grave ingiustizia di un sistema che non funziona e che allontana
indiscriminatamente ricercatori precari in massa, senza alcuna valutazione di merito, ma per soli
limiti burocratici. Elenca e saluta le delegazioni delle organizzazioni presenti: oltre a ricercatori
precari di vari Atenei italiani, sono infatti presenti i rappresentanti di ADI, CNU, ANDU e FCLCGIL.
Afferma che l’assemblea è un’occasione importantissima per il movimento e per mettere fine
alla vessazione a cui i ricercatori precari sono sottoposti.
Passa quindi al primo punto all’ODG.
Prende la parola Anna Della Marta (Università di Firenze/CRNSU), la quale ricorda che il primo
documento redatto dal CRNSU sta facendo il giro dell’Italia, che abbiamo avuto in questi due mesi
molti scambi e che abbiamo registrato punti di incontro con le rivendicazioni di altri movimenti
analoghi al nostro. Propone di uscire dall’assemblea con la bozza di un documento unitario che
sintetizzi il punto di vista di tutti i partecipanti, in cui emerga la visione della ricerca e
dell’università attuale, a fronte della latitanza del governo su questo tema. Ricorda che già a Roma
il 13 gennaio c’è stata una riunione con l’intersindacale in cui si è auspicato il raggiungimento di
una strategia comune a tutti i movimenti e le organizzazioni che hanno a cuore il futuro e la qualità
della ricerca e dell’università italiane.
Prende la parola Diego Di Masi (Università di Padova): auspica che si possa fare emergere nel
documento la volontà di fare della ricerca e dell’università un luogo in cui la qualità prevalga.
Prende la parola Nunzio Miraglia a nome dell'Intersindacale che esprime la volontà unitaria di
collaborare alla nostra iniziativa, nella prospettiva di una mobilitazione che coinvolga studenti,
ricercatori precari, tecnico-ammnistrativi e docenti. Dichiara che sin dalla prima valutazione della
Legge Gemini era stato previsto quanto sta accadendo oggi, ovvero la precarizzazione radicale, la
riduzione del personale della ricerca, il blocco del turn-over, i tagli ai fondi. Si calcola che dal 2008
al 2018 andranno in pensione 20.000 figure tra professori e ricercatori di ruolo. Occorre ripristinare
questo numero e occorre farlo attraverso l’assunzione in ruolo degli attuali precari. La precarietà si
combatte eliminando la precarietà. Occorre insomma dare la possibilità di stabilizzazione agli
attuali precari con un bando straordinario di 4000 posti all'anno fino a ripristinare i 20.000 posti di
ruolo perduti. In attesa dell'espletamento delle prime tornate, occorre una proroga degli attuali
precari. Contemporaneamente occorre introdurre una sola figura pre-ruolo, con garanzie sindacali e
piena autonomia di ricerca. Una nuove figura che sostituisca tutte le altre attuali figure precarie.
Tutto cio' nella prospettiva del nuovo ruolo unico della docenza, con pari mansioni e poteri; una
riforma della docenza che è sempre più necessaria e urgente.
Riprende la parola Francesco Fidolini che dichiara la volontà del Coordinamento di elaborare
una strategia complessiva di riforma dell’università.
Illustra il punto dell’ODG che riguarda la figura pre-ruolo che auspichiamo, con autonomia nella
ricerca, si svincoli dai ricatti e che dia al ricercatore piena autonomia sui progetti e sui
finanziamenti ottenuti. Occorre che cambi la tipologia del contratto con cui al momento i ricercatori
precari sono arruolati, privo di ogni garanzia contrattuale.
Prende la parola Federico Oliveri (Università di Pisa/FLC-CGIL) che fa notare come il marcio
del sistema si evidenzi attraverso lo sfruttamento per la didattica dei ricercatori non strutturati, che
non dovrebbero avere obblighi di insegnamento, da contratto. Della didattica si ha bisogno, ma non
si ovvia sfruttando i precari per farla. Dice che bisogna rompere il silenzio mediatico, attraverso
rivendicazioni, alleanze e azioni. Auspica che le assunzioni in ruolo avvengano attraverso concorso
non più locale, ma nazionale, per battere le lobbies locali. Auspica la nascita di una figura unica di
ricercatore pre-ruolo.
Riprende la parola Fidolini, che spiega che anche il CRNSU propone una figura unica di postdoc,
con piene garanzia assistenziali e previdenziali, che sia tenure-track, che costi quanto
un'assegnista nel periodo a tempo determinato e che faccia didattica solo seminariale, a basso
numero di ore, per dedicarsi prevalentemente alla ricerca.
Prende la parola il Presidente nazionale del CNRU: anche lui auspica che la didattica non debba
essere ingiustamente affidata a chi non ha un debito contratto a tempo indeterminato e che non si
ovvi alla carenza di 20.000 docenti affidando impegni didattici massicci alle figure precarie.
Prende la parola Stefano Salvia (ADI-Pisa): per loro occorrerebbero due figure pre-ruolo, il postdoc
e il ricercatore pre-ruolo e tenure-track. Inoltre, dichiara il pieno appoggio di ADI al
coordinamento.
Il rappresentante della FLC prende la parola e ricorda la storia delle loro battaglie, sin dai tempi
della legge Moratti. Afferma che se rifiutiamo in massa di fare didattica il meccanismo di
sfruttamento si inceppa.
Prende la parola Elena Ostanel (IUAV): ritiene che l’università sia stata attaccata, che occorre
ripristinare un adeguato regime di finanziamento, che deve finire la “finzione” dei concorsi in cui
fingi di non conoscere il tuo capo e che andrebbero sostituiti con la chiamata diretta, che la didattica
debba essere non abolita, ma regolamentata, che occorre creare alleanze con altri organi della
società e far conoscere la nostra realtà, il fatto che siamo portatori di innovazione dell’università e
nel paese, che occorre far valere un’idea di università di qualità e che dobbiamo procedere ad azioni
che blocchino il sistema. Ricorda anche che un fumettista di fama si è reso disponibile per
realizzare una vignetta come strumento virale per farci conoscere.
Prende la parola una dottoranda dell'Università di Firenze e rappresenta della FLC-CGIL che
sottolinea la loro vicinanza e collaborazione al neonato coordinamento proponendo diverse
iniziative di mobilitazione.
Prende la parola Francesco Maria Tedeschi (Università di Firenze) che pone l'accento sugli scarsi
investimenti nazionale pubblici alla ricerca e discute la progressiva trasformazione dei
finanziamenti europei verso temi specifici legati a gruppi di interesse privato. In risposta
all'intervento di Elena Ostanel caldeggia il concorso pubblico per l'assunzione in ruolo rispetto alla
chiamata diretta.
Prende la parola Lorenzo Zamponi (Istituto Universitario Europeo), che riprendendo l'intervento
precedente, pone anch'egli l'attenzione sulla mancanza di finanziamenti pubblici alla ricerca
limitando la libertà del ricercatore trasformandolo in imprenditore al servizio del mercato. Continua
poi sottolineando l'importanza che in qualsiasi documento sia indicata la necessità di affermare il
bisogno e l'importanza della ricerca nella società e invita alla mobilitazione attraverso il
coinvolgimento dell'opinione pubblica.
Prende la parola Patrizia Pedrini (Università di Firenze/CRNSU) che ricorda che l’arruolamento
dei 20.000 precari non può avvenire con le regole attualmente in vigore con la legge Gelmini, che
non garantisce l’accesso ai concorsi per RTD-B a chi abbia maturato assegni Gelmini, escludendo
in questo modo tutti i giovani precari a favore dei più anziani. A questo proposito, il CRNSU ha
prodotto un documento apposito che può essere letto sul nostro forum.
Prende la parola Caterina Peroni (Università di Trento) che pone l'accento sul fatto che
l'università in Italia sia fonte di precarizzazione non solo per chi ci lavora, ma per tutti coloro che vi
hanno a che fare e per questo propone forti alleanze con tutte le categorie che vivono tale realtà. Per
quanto riguarda le proposte operative, riferendosi alla grafica della locandina dell'assemblea,
suggerisce di adottare il modello comunicativo degli strikers. Pone quindi l'attenzione sul tema
comunicazione ed anche su quello della valutazione della ricerca (SUA-RD).
Prende la parola Mariateresa Curcio (Università della Sapienza) che riallacciandosi agli
interventi precedenti prone una solida alleanza con gli studenti universitari e candita il suo ateneo
per ospitare la prossima assemblea.
Prende la parola Stefano (Scuola Superiore Sant'Anna/ADI) che struttura il suo intervento in tre
punti: organizzare una mobilitazione che sia ben focalizzata; mettersi in rete con le diverse
associazioni ed organizzazioni legate all'università tra cui il CUN, tenendo d'occhio le sue nuove
delibere; equiparare l'assegnista di ricerca a qualsiasi altro lavoratore dipende in termini di welfare.
Fa da specchio all'intervento di Mariateresa quello di Alessandro Torti (studente della Sapienza)
che offre un aiuto per organizzare la prossima assemblea a Roma. Inoltre, discute del collegamento
della relazione tra punti organico e tasse universitarie, della deriva tra due tipi di università (quella
della ricerca e quella della didattica). Esprime l'esigenza del collegamento tra i ricercatori non
strutturati, gli studenti ed anche i precari delle scuola.
L'assemblea si chiude, dopo una rapida discussione, con la decisione di rivedersi il 20 Febbraio
presso l'università della Sapienza di Roma e con la formazione di quattro gruppi operativi per le
seguenti aree: costruzione di un documento unitario, comunicazione con l'interno e con l'esterno,
mobilitazione e rapporti con altre organizzazioni e istituzioni.

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