Assemblea Nazionale del Coordinamento a TORINO il 16.06.2017

Comunicato stampa

Dopo tre anni di mobilitazioni e campagne, e in seguito al raggiungimento di importanti risultati come l’erogazione dell’indennità di disoccupazione DIS-COLL per dottorandi e assegnisti, negli ultimi mesi insieme ad altre componenti sindacali abbiamo ottenuto l’apertura con il MIUR di un tavolo sul reclutamento straordinario, vista l’emorragia di docenti strutturati in seguito al taglio dell’FFO e al blocco del turnover (- 12.000 docenti dal 2008 ad oggi).

Dopo i primi incontri interlocutori, giovedì scorso il Ministero, nella persona del Capo del Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca Mancini, ha finalmente scoperto le proprie carte, rivelando la propria linea operativa unilaterale:

  • riproporre nuovamente le cattedre Natta, con un investimento di 75 milioni di euro all’anno (che si potrebbero impiegare, tanto per fare qualche numero, per il reclutamento di 500 RTD B OGNI ANNO!)
  • aumento dell’FFO del 6,2% (briciole, a fronte di una diminuzione del 20% in questi ultimi anni) che prevede tuttavia un’importante novità: aumenta la frazione VINCOLATA dell’FFO in cui la voce maggiore è lo stanziamento a favore di cosiddetti Dipartimenti di Eccellenza. Procede quindi spedito il progetto di smantellamento dell’Università come sistema di formazione nazionale, a danno, principalmente degli atenei del sud
  • destinare i famosi 250 milioni di euro dell’IIT (ma non erano 450??) alla “ricerca nazionale”, restando però nel bilancio dell’IIT. Come verranno utilizzati? Per un eventuale reclutamento straordinario di RTD-B? per quali ricercatori precari, quelli dell’IIT? Per i PRIN? Non sarebbe assurdo a questo punto pensare che le linee PRIN saranno quelle su cui l’IIT fa già ricerca! I soldi dell’IIT rischiano quindi di restare all’IIT, il solito gioco per cui escono dalla porta per rientrare dalla finestra.
  • ESCLUDERE CATEGORICAMENTE qualsiasi forma di RECLUTAMENTO STRAORDINARIO
  • RIFORMARE il pre ruolo con VINCOLI DI ANZIANITA’, prevedendo un passaggio dal dottorato a RTD-A e poi direttamente RTD-B, con una esigua quota di travaso (RTD-A → RTD-B) garantita, per contenere (ma non azzerare) la pianificata diminuzione di organico del personale strutturato. Il tutto entro un limite temporale dal dottorato. In altre parole, risolvere il problema della precarietà eliminando fisicamente il precariato attuale! Facendo piazza pulita dei precari “storici” e garantendo solo per i neodottorati un sistema fondato su migliaia di RTD-A usa-e-getta, una minima parte dei quali potrà avere la possibilità di passare a RTD-B
  • continuare ad accreditare i Corsi di Studio degli Atenei tenendo conto dei docenti a contratto, almeno fino alla fine del 2018 per evitare – secondo loro – l’introduzione del numero chiuso fin da subito.

In sintesi, questa strategia ministeriale vuol dire palesemente che non è previsto NESSUN PIANO DI RECLUTAMENTO STRAODINARIO per risolvere l’attuale emergenza (40mila persone in tutta Italia) e l’introduzione di un LIMITE TEMPORALE esclude la possibilità che precari “storici” possano nel futuro essere strutturati all’interno degli atenei.

Queste “linee di intervento” sono VERGOGNOSE E IRRICEVIBILI. Per elaborare un piano di mobilitazione nazionale che sia in grado di contrastare l’estinzione degli attuali precari pianificata dal MIUR, il Coordinamento ha indetto un’Assemblea Nazionale che si terrà a Torino, venerdì 16 giugno alle ore 14,30 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Fisica dell’Università.

 

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